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Degas, Edgar (Parigi 1834-1917), pittore e scultore francese. La sua
formazione artistica si compì presso un allievo del pittore neoclassico Jean-Auguste-Dominique Ingres, dal quale apprese la tecnica del disegno,
determinante poi per tutta la sua opera; frequentò inoltre l’Ecole des
Beaux-Arts e compì un importante viaggio di studio in Italia. Dopo i primi
dipinti di soggetto storico approdò a una pittura nuova e personale con l’olio
La famiglia Bellelli (1862, Louvre, Parigi), nel quale la compostezza e la monumentalità classica delle figure si accompagna alla descrizione realistica
di una situazione e di un ambiente familiare.
Sebbene sia di solito considerato un impressionista e abbia contribuito con le
sue tele a ben sette mostre del gruppo (a partire dal 1874), Degas mantenne
posizioni artistiche indipendenti: ad esempio, nella preferenza accordata al
lavoro in studio rispetto al "plein air" e nel disinteresse per la luce
naturale. Fatta eccezione per le opere ispirate al mondo dell’ippica
(All’ippodromo, 1869-1872, Louvre, Parigi), i suoi quadri riproducono perlopiù
interni: teatri, caffè (L'assenzio, 1876, Musée d'Orsay, Parigi), bordelli.
Attento osservatore dell'umanità (predilesse i soggetti femminili), nei suoi
studi e ritratti di ballerine (La scuola di danza, 1874, Louvre, Parigi;
L’étoile o La danzatrice in scena, 1878, Musée d’Orsay, Parigi), modiste,
lavandaie, stiratrici (Due stiratrici, 1884, Louvre, Parigi), donne intente
alla toilette quotidiana (Donna nella tinozza che si spugna la nuca, 1886,
Musée d’Orsay, Parigi) cercò di rappresentare pose e atteggiamenti spontanei,
quasi immagini fugacemente rubate alla realtà.
Lo studio delle stampe giapponesi, introdotte a Parigi dall’incisore Braquemond, gli suggerì visuali inconsuete e composizioni asimmetriche, con le
figure raggruppate ai margini della tela: come in Donna con crisantemi (1865,
Metropolitan Museum of Art, New York), quadro dominato dal grande mazzo di
fiori al centro, che quasi fa dimenticare la figura femminile relegata in un
angolo. Negli anni Ottanta, in seguito all'indebolimento della vista, Degas si
dedicò sempre più al pastello e alla scultura, tecniche che consentono stili
espressivi non vincolati alla precisione rappresentativa, senza perdere in
impatto emotivo. Nei pastelli ricorrono composizioni semplici, con poche
figure, che si affidano, per eloquenza ed espressività, a colori e gesti (Dopo
il bagno, donna che si asciuga la nuca, 1898 ca., Musée d’Orsay, Parigi). Le
sculture rendono il movimento e la fisicità dei soggetti nella loro
immediatezza: nel bronzo Ballerina di quattordici anni (1881, Musée d’Orsay,
Parigi), lo scrupolo di riproduzione realistica si traduce, oltre che nella
resa “istantanea” di un atteggiamento e un’espressione naturali, nella
presenza inedita di vero tulle per il tutù e di un vero nastro di raso
annodato sulla treccia dei capelli. |